Domande frequenti sui misuratori di pressione e sfigmomanometri

Prima di acquistare un misuratore di pressione occorre conoscere nel dettaglio le sue caratteristiche tecniche ma soprattutto le relative funzionalità che possono contribuire a migliorare il nostro stato di salute attraverso un costante controllo che può salvarci la vita. In tal senso queste macchinette (le più gettonate sono quelle digitali) consentono di rilevare attraverso un meccanismo facile e intuitivo la pressione sanguigna che corrisponde all’intensità della forza esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi sanguigni. I valori che si ricavano corrispondono alla quantità di sangue che il cuore pompa nella fase di flusso nelle arterie. Ragion per cui conoscere l’effettivo stadio della nostra pressione può fornirci una serie di dettagli significativi sullo stato della nostra salute.

misuratore di pressione

Che cosa intendiamo per pressione arteriosa media?

Nell’opportuna rilevazione troveremo dinnanzi a noi alcune terminologie che possono confonderci se siamo a digiuni di alcuni concetti base relativi al monitoraggio della pressione sanguigna. A tal proposito con ” pressione arteriosa media” si intende la qualità della circolazione del sangue di un individuo, ed è il tipico dato che si porta al proprio dottore per dargli la misura del nostro stato di salute. Tale pressione è indicativa di quello che sta succedendo nelle nostre arterie dato che fornisce valori relativi allo stato dei vasi che trasportano il sangue nel corpo.

Per farvi un esempio pratico pensiamo per esempio ai casi di terapia intensiva, lì la monitorazione della pressione arteriosa media è una necessità, perchè consente di tenere sotto controllo 24 ore su 24 lo stato del paziente. Per questa ragione il suo valore risulta importante e determinante per la salute del singolo. Generalmente il valore associato alla pressione arteriosa è tra 70 e 110 mm. Hg. Nel caso si attesta intorono ai 60 mm. Hg. è obbligatorio intervenire con lo scopo di favorire l’apporto del sangue alle arterie coronarie che di fatto rischiano insieme ai reni di essere privati ​​dell’ossigeno necessario per vivere.

Come si leggono i valori della pressione arteriosa?

Nella rilevazione dei dati relativi alla pressione sanguigna dobbiamo sapere che il risultati è costituito da due valori in cifre, uno di entità maggiore e l’altro minore. Il numero più alto corrisponde alla pressione sistolica e quindi legge il movimento del cuore quando si contrae, invece il numero inferiore registra il valore della pressione diastolica relativa all’intervallo dell’attività del cuore tra un battito e l’altro. Ciò vuol dire che un valore come 120 / 70 mm. Hg. Si legge 120 su 70”. Tra i due valori il primo è quello più importante perchè consente di effettuare delle ipotesi di diagnosi di ipertensione (pressione alta) o ipotensione (pressione bassa).

Quali sono i valori che si ricavano dalla misurazione della pressione arteriosa?

Grazie alla misurazione della pressione arteriosa possiamo ricavare una serie di dati determinanti per la nostra salute. Tra questi emergono i valori relativi alla pressione sistolica, alla pressione diastolica e alla frequenza cardiaca. Scopriamo insieme a cosa si riferiscono queste diciture.

Che cosa è la pressione sistolica?

Con il termine pressione sistolica ci riferiamo al movimento del cuore quando si contrae e nello stesso tempo pompa il sangue verso le arterie. Quello sforzo con cui spinge il flusso di sangue sui vasi sanguigni rappresenta la pressione sistolica che in termini tecnici viene anche conosciuta con il nome di pressione massima. Ragion per cui in una rilevazione generale quando si dice 120 su 70, il valore 120 si riferisce alla pressione sistolica e quindi ad essa è strettamente connesso il meccanismo di spinta del sangue verso le arterie. Per questo motivo è molto importante conoscere il suo valore.

Che cosa è la pressione diastolica?

Con la pressione diastolica andiamo ad indicare lo stadio del cuore, tra un battito e l’altro e quindi l’istante in cui esso si rilassa e diminuisce la sua intensità. Per questa ragione viene chiamata pressione minima. Ragion per cui quando si legge che la pressione sanguigna media è 120 su 70, il valore “70” si riferisce alla pressione diastolica.

Quali sono le differenze tra la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa?

Per intenderci la frequenza cardiaca calcola il numero di volte che il cuore batte, mentre la pressione sanguigna rispecchia la forza con cui il cuore spinge il flusso sanguigno verso le arterie. Con la differenza che la rilevazione della frequenza cardiaca non ci fornisce informazioni in merito alla nostra pressione che resta un valore determinante per capire quale sia il livello del nostro stato di salute. Inoltre se durante un’attiva sportiva la nostra frequenza cardiaca aumenta non vuol dire che aumenterà anche il valore della pressione sanguigna. Quindi per scoprire i valori della pressione occorre misurarla con l’apposito misuratore, dato che non possiamo ricavare alcun dato relativo dalla semplice rilevazione della frequenza cardiaca che da valori differenti e non contestuali alla pressione arteriosa.

Qual è il valore più importante tra la pressione diastolica e sistolica?

In conclusione tutte e due valori sono importanti però danno risposte diverse: il monitoraggio della pressione diastolica ci informa sui valori della pressione sanguigna durante la contrazione del cuore, la pressione sistolica ci assicura quelli relativi al comportamento del cuore nella sua fase meno intensiva e cioè tra un battito cardiaco e l’altro.

L’età è un fattore determinante nella rilevazione della pressione arteriosa?

In passato si riteneva che l’età anagrafica avesse un ruolo determinante nella registrazione di un dato elevato della pressione. Di conseguenza si credeva che solo un uomo di 80 anni può avere una pressione di 180 mm. Hg. mentre un giovane non sfiora i 120 mm. Hg. Successivamente la medicina ha ribaltato questa tesi dimostrando che una pressione media di 140 / 90 mm. Hg. con indice di ipertensione può colpire tranquillamente anche un ventenne.

Sono a rischio più uomini o le donne in merito a fenomeni di alta pressione?

Dopo la soglia dei 50 anni le donne sono i soggetti più a rischio di ipertensione con una serie di conseguenze tra cui ictus e problemi ai reni, mentre per le malattie cardiache gli uomini sembrano essere più colpiti. In generale però non c’è una grossa differenza dato che l’ipertensione colpisce indistintamente tutti, sia uomini che donne, con piccole percentuali di margine. Questo vuol dire che tutti devono tenere sotto controllo la propria pressione al di là del sesso e dell’età.

Come possiamo valutare un dato di pressione normale?

Nella valutazione dei dati raccolti sulla pressione arteriosa bisogna essere molto cauti nella considerazione delle cause che possono portare alcuni valori anomali. In goni caso se la pressione sanguigna è normale maggiori sono le aspettative di vita che devono essere necessariamente collegate all’alimentazione, all’attività fisica, allo stress emotivo. In generale non esiste una regola anche se in linea di massima stiamo bene se la lettura è 120/80 mm. Hg. che è a conti fatti un valore medio di pressione del sangue normale per un soggetto in età adulta. Coloro che invece sono soggette a ipertensione devono avere un valore di 135-140 / 82-86 mm. Hg. per ritenersi stabili e in forma.

Che cosa succede quando la pressione arteriosa è bassa?

Nel caso si verifichi un episodio di ipotensione che avviene quando la pressione bassa vuol dire che i valori registrati di pressione sanguigna si rivelano più bassi del normale e cioè quando la lettura corrisponde ad un dato inferiore a 90/60 mm. Hg. Per alcuni la pressione bassa è una condizione fisiologica al punto da considerarsi un rischio ridotto di contrarre possibili malattie cardiache. Vi sono altri casi in cui in cui l’ipotensione può comportare la diminuzione dell’apporto di ossigeno e di tutte le sostanze nutritive al cervello. In tal senso quelli che seguono sono i sintomi tipici che possono portare a questa situazione di shock: vertigini, svenimenti, visione sfocata, nausea, mancanza, problemi di concentrazione.

Quali sono le conseguenze della pressione sanguigna alta?

Nel caso in cui la pressione arteriosa sia molto alta vuol dire che i vasi sanguigni sono compromessi dato che le loro pareti sono sempre più rigide e spesse con una serie di conseguenze negative sugli organi vitali. In quest’ottica il cuore, il cervello e i reni ne risentono e vedono limitate le proprie funzioni. Se ci troviamo di fronte ad uno stato di ipertensione e andiamo a sottovalutarlo minimizzando i suoi effetti stiamo rischiando davvero tanto dato che esso può portare al sopraggiungere improvviso di ictus e infarto.

Come deve essere misurata la pressione sanguigna?

Prima di effettuare la misurazione della nostra pressione occorre rispettare alcune regole che si rivelano fondamentali perr poter ottenere una rilevazione chiara ma soprattutto veritiera e attendibile. Ebbene come primo passaggio consigliamo di fare la misurazione in un ambiente tranquillo, stando attenti ad aspettare almeno due ore dopo i pasti e almeno 30 minuti prima di evitare di assumere caffè o di fumare. Su questa lunghezza d’onda bisogna ricordare che non va assolutamente fatto alcuno sforzo prima della misurazione e che bisogna svuotare sia la vescica che l’intestino prima di essere sottoposto ad una misurazione. A quel punto sarebbe preferibile riposarsi 15 minuti, poi svegliarsi, togliersi tutti gli eventuali indumenti attilati oltre a camice che possono interferire con l’opportuna rilevazione tramite il bracciale del misuratore della pressione sanguigna.

A quel punto possiamo procedere alla misurazione, ma per evitare che i valori possano essere sballati vi ricordiamo che non dovete parlare nè al telefono e nè con nessuno intorno a voi. Inoltre è obbligatorio sedersi su una sedia con schienale e poggiare i piedi a terra. Poi posizionate il bracciale per misurare la pressione a metà braccio, più o meno a 2-3 cm. sopra il gomito. Infine appoggiate il braccio su un tavolo con lo scopo di metterlo in una posizione disposta a livello del cuore.

Perchè la pressione sanguigna varia a seconda della fascia oraria?

Per via del suo andamento fluttuante con variazioni fino a 20 mm. Hg. nell’arco di un’intera giornata. In genere la pressione arteriosa parte con dei valori bassi nelle ore notturne per poi iniziare a salire col sorgere del sole raggiungendo il suo massimo picco alla metà del pomeriggio. Verso l’inizio della fascia serale la pressione poi ricomincia a scendere secondo il suo andamento naturale.

Questo vuol dire solo una cosa: se la misuriamo di notte o nelle prime ore del mattutino avremo valori alti molto simili a quelli registrati con un stato di ipertensione. Ragion per cui la fascia del mattino fino all’inizio della sera è quella preferibile per una misurazione attendibile. Nel caso in cui anche in questi orari la pressione risulta alta allora potrebbero esserci dei problemi derivanti da concause tra cui ipertensione arteriosa, apnea ostruttiva del sonno, diabete, tiroide, malattie cardiovascolari, malattie del sistema nervoso

Uno stadio di ipetensione da quali fattori di rischio deriva?

Tante sono le ragioni che vanno poi combinate insieme: da orari sfiancanti di lavoro notturno al tabagismo, da situazioni di stress e ansia accumulata ad assunzione di farmaci regolatori della pressione sanguigna in dosi insufficienti per coprire le 24 ore.

Perchè è consigliabile misurare la pressione sanguigna preiodicamente da casa?

I vantaggi di una misurazione domestica sono sotto gli occhi di tutti: possiamo monitorare il nostro stato di salute costantemente e senza aspettare una visita dal medico. Su questa lunghezza d’ondamMisurare la pressione sanguigna nella propria abitazione è uno dei modi migliori per tenere sotto controllo le possibili variazioni dei valori della propria pressione arteriosa.

Per questo è consigliabile acquistare uno dei misuratori di pressione in commercio. Inoltre per ottenere dati certi e attendibili è importante effettuare la misurazione quotidiana per un preciso periodo di tempo, in modo da poter procedere ad opportune comparazioni tra i vari risultati raccolti in un lasso di tempo ben definito. Inoltre in questo modo possiamo informare subito il nostro medico curante sull’andamento della nostra pressione con lo scopo di tenerlo sempre aggiornato sul nostro stato di salute.

Qual è il nome tecnico del misuratore di pressione?

Tecnicamente il misuratore per la pressione arteriosa si chiama sfigmomanometro che significa misura del polso o misura della pulsazione. Attualmente c’è in corso una controversia sul nome dell’inventore tra l’italiano Pietro Pulli (1844) e il tedesco Samuel Ritter von Basch (1881). Mentre secondo un’altra scuola di pensiero il vero inventore sarebbe Scipione Riva Rocci che nel 1896 perfezionò lo strumento rendendolo particolarmente pratico e intuitivo. La versione finale dello sfigmomanometro la si deve a Nikolaj Sergeevič Korotkov che lo ha reso maneggevole così come lo conosciamo ora.

Quanti tipi di misuratori di pressione esistono?

In commercio vi sono due tipologie distinte di misuratori per la pressione arteriosa: quelli digitali ed elettronici e quelli manuali. I primi sono molto gettonati in virtù di una comprovata semplicità d’uso, dato che possono essere usati senza l’intervento del medico. Di conseguenza sono molto facili da interpretare sia quelli per la pressione arteriosa da braccio che quelli per la pressione arteriosa da polso.

Entrambi caratterizzati dalla presenza di un bracciale regolabile, da un annesso display, e da un funzionamento automatico dato che basta spingere un pulsante all’avvio. Direttamente sul display possiamo leggere i valori della pressione alta o sistolica, quelli della pressione minima o diastolica e la frequenza cardiaca, cioè il numero dei battiti del cuore in un minuto.

I secondi sono solitamente utilizzati dal personale sanitario negli ospedali e negli ambulatori. Anch’essi sono caratterizzati dall’impiego di un bracciale regolabile che si avvolge intorno alla parte superiore del braccio. Inoltre sono dotati di una pompa a bulbo utile per gonfiare il bracciale oltre che da un misuratore per leggere i valori della pressione sanguigna.

Che differenza c’è tra sfigmomanometro e un misuratore di pressione digitale?

I misuratori di pressione digitale si limitano a misurare la pressione arteriosa tramite metodo oscillometrico, mentre i sfigmomanometri manuali si servono di un meccanismo di auscultazione. In quest’ottica il personale sanitario tende a scegliere il secondo, e cioè lo sfigmomanometro che unitamente allo stetoscopio, provvede a registrare il battito cardiaco e i relativi suoni che consentono di determinare i valori della pressione sistolica e non solo.

Al contrario il più semplice metodo oscillometrico viene scelto da coloro che necessitano di misurare la pressione da casa. Esso consente di misurare la vibrazione del sangue che scorre nelle arterie andando a calcolare i valori della pressione sistolica e diastolica con una formula matematica.

Come funziona un misuratore di pressione digitale?

Appena acquistiamo un misuratore digitale per la pressione ci troviamo di fronte ad un dispositivo collegato ad un bracciale versatile che dobbiamo avvolgere nella parte superiore del nostro braccio e quindi preferibilmente 3 cm dal gomito. Ad esso è collegato un tubicino che consente di riportare i dati su un display da cui possono essere letti e interpretati. L’unica differenza strutturale con quelli da polso è che il display è stato collocato direttamente sul bracciale che deve avvolgere il polso.

L’elemento del bracciale è gonfiabile e inizia a gonfiarsi non appena inizia la misurazione fino a comprimere l’arteria del braccio o del polso. A quel punto parte la rilevazione e cioè quando bracciale rilascia l’aria accumulata. Da quel momento in poi succede che il sangue ricomincia a fluire e a muoversi verso l’arteria. In quell’istante la macchinetta registra le fluttuazioni delle pareti delle arterie e trasforma quelle oscillazioni in dati. Inizialmente sono forti ma poi diminuiscono fino a cessare del tutto e cioè quando il sangue ricomincia a scorrere nei vasi sanguigni come all’inizio.

In siffatto contesto per calcolare i valori della pressione si impiega un algoritmo che di fatto permette la lettura attraverso il display di cui è dotato il misuratore di pressione, laddove il numero più alto è la pressione sistolica e cioè la pressione del flusso sanguigno, mentre il numero più basso è la pressione diastolica ed è la pressione sulle pareti delle arterie tra un battito e l’altro.

Come funziona lo sfigmomanometro per misurare la presisone arteriosa?

Se ci capita di avere nelle mani uno sfigmomanometro partiamo subito col dire che il suo funzionamento non è semplice come quello del misuratore digitale. Sul piano strutturale però siamo di fronte ad dispositivo comune composto da un bracciale, da una pompa a forma di sfera e da un manometro. Tenendo bene a mente che per ottenere il massimo risultato occorre necessariamente abbinarlo a uno stetoscopio. Dopo averlo agganciato all’arto, il bracciale si gonfierà con l’apposita pompa fino a comprimere l’arteria sottostante.

L’aria viene rilasciata lentamente e in automatico sangue scorre verso l’arteria principale emettendo dei suoni tipici del flusso sanguigno intercettati e identificati con l’utilizzo dello stetoscopio. Stiamo parlando dei rinomati suoni Korotkow: quando si verificano si chiamano sistole, mentre quando scompaiono sono distole e producono dei valori espressi in mm. Hg.

Che cosa è successo dopo il divieto dell’Unione Europea sugli sfigmomanometri per il loro elevato quantitativo di mercurio?

Ebbene il divieto è stato ridimensionato per quanto la normativa emanata dalla Comunità Europea nel 2009 era pressocché definitiva. L’importanza però dell’uso di questi strumenti indispensabili per andare a valutare il livello della pressione arteriosa ha spinto la comunità scientifica a fare pressione su questa disposizione. L’impatto nocivo del mercurio sull’ambiente è tangibile, ma si può trovare un compromesso, almeno fino a quando i dispositivi alternativi come quelli elettronici e digitali non raggiungano il suo stesso livello di perfezione.

E’ così semplice misurare la pressione arteriosa con un misuratore digitale?

Ovviamente si perchè i misuratori per la pressione elettronica procedono ad una rilevazione dei valori della pressione sistolica e diastolica attraverso il metodo oscillometrico, collaudato da più di 30 anni anche all’interno di ospedali e centri medici. Perchè in fondo sono le oscillazioni che si determinano durante la fase di misurazione a darci le indicazioni necessarie sul livello della pressione. Ragion per cui il monitoraggio è semplice e intuitivo, dunque alla portata di tutti. Per questo motivo i modelli digitali sono così gettonati.

I valori ricavati da una misurazione domestica sono gli stessi di quelli racconti in un e ambulatorio?

Questa domanda non è da sottovalutare perchè è in gioco la credibilità di questi dati raccolti. In siffatto contesto va ricordato che la pressione sanguigna varia nell’arco dell’intera giornata in base all’intensità o meno dell’attività fisica piuttosto che alla quantità e tipo di cibo assunto. Ciò vuol dire che una variazione tra le due misurazioni è possibile ma per una serie di concause non strettamente relative al contesto ma ad uno stato di stress personale. In quest’ottica la casa propria offre una tranquillità maggiore.

In genere infatti le variazioni sono così evidenti quando riguardano l“ipertensione da camice bianco”, condizione in cui la pressione arteriosa sale al di sopra dei suoi valori abituali quando è misurata in uno studio medico. Nello stesso tempo si può anche verificare una situazione di “ipertensione mascherata” che porta ad un graduale abbassamento della pressione al di sotto dei livelli abituali. Tutto questo serve a spiegarvi che il contesto come l’ambiente dove viene effettuata la misurazione incide pesamente sulla credibilità dei dati raccolti. Per questo motivo quello che conta è fare la rilevazione in un ambiente il più sereno possibile.

Per quale motivo la misurazione può variare per ogni singola marca e produttore?

Perchè la misurazione della pressione avviene attraverso il metodo oscillometrico e di conseguenza i valori della pressione sistolica e diastolica si calcolano utilizzando una formula matematica che necessariamente varia a seconda della tipologia di dispositivo. Di conseguenza la lettura di questi valori risulta a volte leggermente diversa tra un misuratore e l’altro. Tenendo bene a mente che quando parliamo di misurazione della pressione arteriosa ci riferiamo ad un valore collegato ad un istante.

Non è un caso che quella sanguigna sia strettamente legata alle condizioni mentali e fisiche che un soggetto ha in quello specifico istante che sta effettuando la misurazione. Per questo motivo occorre tenerla sempre sotto controllo alla stessa ora e nelle medesime condizioni dopo avere riposato almeno 15 minuti prima della misurazione.

In casi eccessivi e cioè quelli in cui i soggetti sono sottoposti a continue variazioni dei valori della pressione, allora possiamo misurare la pressione anche per due o tre volte successive, con intervalli di un minuto, con lo scopo di effettuare alla fine una media dei valori ottenuti. Nell’eventualità in cui queste anomalie non si presentano negli altri apparecchi, è evidente che il problema è strettamente connesso al dispositivo che si sta utilizzando in quel momento.

In che modo viene garantita la precisione dei misuratori elettronici?

I misuratori della pressione sono così accurati nella rilevazione dei dati perchè anticipatamente e quindi prima di essere immessi in commercio sono testati clinicamente in modo da garantire quella necessaria precisione dei valori con un livello di accuratezza che normalmente non supera i 3 mh. Hg. o in percentuale il 2%.

La precisione invece del valore della frequenza cardiaca è soggetta ad uno scarto massimo del 5%. Per questo consigliamo prima dell’acquisto di verificare sempre quale livello di accuratezza dei valori garantisce il produttore dell’apparecchio che abbiamo intenzione di acquistare. In ogni caso stiamo parlando di valori minimi di differenza, per questo i modelli digitali sono sempre estremamente affidabili nella rilevazione dei dati relativi al calcolo della pressione arteriosa.

Perchè i misuratori digitali da braccio sono in assoluto i dispositivi più utilizzati?

Secondo l’American Hearth Association, un misuratore elettronico digitale deve essere necessariamente da braccio per una serie di vantaggi acquisibili in fase di rilevazione dei dati. L’accuratezza e la precisione con cui raccolgono le informazioni rappresentano il loro grande punto di forza. Per questo i dispositivi digitali per misurare la pressione che vengono posizionati nella parte superiore del braccio sono in grado di fornire valori più precisi rispetto a quelli che si mettono al polso.

Questi ultimi infatti sono estremamente sensibili a qualsiasi movimento del corpo umano e quindi la loro rilevazione a volte può essere compromessa andando a ledere la loro credibilità. Sul piano tecnico in effetti quelli a braccio sono più pratici dato che la pressione del sangue deve essere misurata all’altezza del cuore. In quest’ottica il polso ha delle arterie più strette e si trova sotto un livello più basso rispetto alla parte superiore del braccio per questo i valori sono decisamente meno attendibili.